Passaggio al mondo del lavoro: giovani in transizione dalla formazione al primo impiego: una panoramica dei risultati della ricerca longitudinale TREE, stato 2004

Meyer, Thomas (2005). Passaggio al mondo del lavoro: giovani in transizione dalla formazione al primo impiego: una panoramica dei risultati della ricerca longitudinale TREE, stato 2004 Berna: TREE

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L’ESSENZIALE IN BREVE Da cinque anni il progetto TREE segue i giovani che hanno terminato la scuola obbligatoria nel 2000 (coorte PISA/TREE1). Questa breve pubblicazione intende dare una visione d’insieme della situazione formativa e occupazionale di questi giovani a quattro anni dalla fine della scolarità obbligatoria. FORMAZIONE I ritmi con cui la coorte PISA/TREE percorre il livello secondario II sono estremamente diversificati: ecco la principale constatazione emersa dalla quarta rilevazione dati di TREE della primavera del 2004. Se infatti alcuni ragazzi si trovano all’inizio di una formazione, altri l’hanno già terminata ed esercitano un’attività professionale o hanno intrapreso una formazione di livello terziario (università, SUP, ecc.). Nella primavera 2004, un terzo abbondante della coorte (36%) ha ottenuto un diploma di livello secondario II (attestato federale di capacità AFC, maturità, ecc.), mentre un ulteriore quarto (circa) sta per ottenerlo al termine dell’anno scolastico 2003/04. Il tasso di diplomati del livello secondario II si situerà allora attorno ai due terzi. Durante questo quarto anno, la partecipazione della coorte al livello secondario II ha cominciato a calare. Dopo i picchi del 2° e 3° anno, con tassi di partecipazione superiori all'80%, poco meno della metà del gruppo resta in una formazione di livello secondario II durante il 4° anno. Al quinto anno questo tasso non dovrebbe superare il 15%. Nella primavera del 2004, approssimativamente il 6% della coorte sta seguendo una formazione di livello terziario (università, SUP). Quasi un terzo non è (più) in formazione: il 20% ha in tasca un diploma del secondario II, l’11% ha abbandonato – resta da verificare se provvisoriamente o in modo definitivo – una formazione post-obbligatoria senza aver ottenuto un diploma. Il rischio di trovarsi senza formazione (in corso) è ripartito in maniera molto disuguale tra i giovani senza diploma. Questo rischio è nettamente più elevato (20-25%) tra coloro che hanno alle spalle una scolarità del secondario I con esigenze elementari, tra soggetti che provengono da classi sociali modeste e/o hanno un basso livello di prestazione scolastica. ATTIVITÀ PROFESSIONALE Per quel che concerne quella parte della coorte che non stava (più) seguendo una formazione nella primavera 2004 (poco meno di un terzo), i dati TREE che riguardano l’attività professionale sono stati analizzati per la prima volta in modo più sistematico. Le analisi realizzate indicano condizioni d’accesso e di permanenza nel mondo del lavoro difficili e a tratti precarie. In questo gruppo, circa tre giovani su quattro esercitano un’attività professionale, fenomeno più diffuso tra i titolari di un attestato federale di capacità (AFC). Approssimativamente un terzo del gruppo ha vissuto almeno un periodo di disoccupazione nel corso dei 12 mesi precedenti l’indagine TREE 2004. Nonostante il rischio di disoccupazione sia superiore al 30% pure per chi detiene un AFC, tale rischio è sensibilmente più alto per quei giovani che non hanno ottenuto un diploma postobbligatorio. Questi dati illustrano quindi come il completamento con successo di una formazione di livello secondario II sia una necessità, ma non costituisca in nessun modo una garanzia per un’entrata nella vita attiva senza contraccolpi. Questa difficoltà è pure sottolineata da una serie di caratteristiche di precarietà che toccano in modo altrettanto frequente sia i giovani provvisti di certificato di livello secondario II che quelli senza certificato di studi postobbligatori. Tra queste caratteristiche, spicca il fatto che circa la metà dei giovani attivi professionalmente non ha potuto scegliere il posto di lavoro che occupa. In altri termini, per un giovane attivo su due non c’era un posto alternativo disponibile. Tra gli indicatori di precarietà vi è pure il fatto che nel gruppo di chi detiene un AFC, un quinto esercita un lavoro non qualificato. Infine, un altro elemento da citare è il salario relativamente modesto (circa 3'800 franchi lordi mensili) di cui devono accontentarsi in media i giovani in fase di entrata nel mercato del lavoro.

Item Type:

Report (Report)

Division/Institute:

03 Faculty of Business, Economics and Social Sciences > Social Sciences > Institute of Sociology

UniBE Contributor:

Meyer, Thomas

Subjects:

300 Social sciences, sociology & anthropology

Publisher:

TREE

Projects:

[1036] Transitions from Education to Employment (TREE) Official URL

Language:

Italiano

Submitter:

Thomas Meyer

Date Deposited:

23 Oct 2019 11:00

Last Modified:

23 Oct 2019 11:05

Related URLs:

BORIS DOI:

10.7892/boris.130980

URI:

https://boris.unibe.ch/id/eprint/130980

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